La Casa dei Girasoli è...

La Casa dei Girasoli è...

... SOCIALE!
Casa Famiglia e Servizio Diurno per Anziani

... EDUCAZIONE!
Asilo Nido d'Infanzia e Centro Pomeridiano per Ragazzi

... VOLONTARIATO!
Iniziative di Solidarietà a favore di minori, disabili ed anziani

... FORMAZIONE!
Corsi di formazione e aggiornamento, seminari, convegni

... LAVORO!
Creazione di nuova occupazione nel settore dell'Economia Civile

... CULTURA!
Biblioteca dei Libri Ritrovati

... ARTE!
Mostra Permanente di Opere di Artisti del Territorio Altotiberino

domenica 22 aprile 2012

Alla Casa dei Girasoli parte il Corso "Mi prendo cura di te"

Prende il via lunedì 23 aprile nella Sala Convegni della "Casa dei Girasoli" di Lama il corso gratuito di formazione per assistenti familiari previsto all'interno del progetto "Mi prendo cura di te: sistema integrato di servizi alla persona", elaborato da Regione Umbria e Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica (le altre sedi del corso sono ubicate a Perugia, Foligno e Terni).

Già alla prima lezione, in programma alle ore 19.30, parteciperanno 25 alunni, in prevalenza donne e con un’età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Il corso della durata di 60 ore, articolate in 20 incontri d’aula, si terrà tra aprile e giugno 2012 e verterà sui seguenti argomenti: alimentazione, igiene, organizzazione degli spazi della casa e del tempo, relazione con la famiglia dell’assistito, contesto socio-sanitario, prevenzione piaghe da decubito, mobilizzazione dell’assistito, lingua italiana.

Il corso è finalizzato alla qualificazione di lavoratrici e lavoratori italiani, comunitari ed extracomunitari per l’assistenza domiciliare dell’anziano o di persone non auto sufficienti.
La Casa dei Girasoli si candida così a diventare un punto di riferimento in Alta Valle del Tevere per la formazione e l'aggiornamento professionale nell'ambito dei servizi socio-assistenziali ed educativi.


(una precedente precedente iniziativa di formazione alla Casa dei Girasoli)

mercoledì 4 aprile 2012

A Lama un Asilo Nido d'Infanzia davvero innovativo!


L’Asilo Nido d’Infanzia, un LUOGO per CRESCERE ed EDUCARE
i Bambini insieme alle loro Famiglie!

Viene a scoprire un servizio davvero innovativo 
per il Tuo/a bambino/a con età 3 - 36 mesi

Info: tel. 075/7910220 - cell. 345/6136304

martedì 6 marzo 2012

Gli auguri del Ministro Riccardi in occasione dell’undicesimo anniversario del Servizio Civile Nazionale



Oggi, 6 marzo, ricorre l’undicesimo anniversario dell’approvazione della legge che ha introdotto nel nostro ordinamento il Servizio Civile Nazionale. E’ con grande orgoglio che ringrazio le migliaia di giovani che hanno messo a disposizione della collettività un anno della loro vita e tutti coloro che hanno contribuito, con il loro impegno, ad accrescere e diffondere i principi fondamentali del Servizio civile.
I valori di solidarietà e di servizio reso alla comunità, di tutela dell’ambiente e del patrimonio storico e artistico della Nazione, di educazione alla pace e alla cooperazione tra i popoli hanno consentito ai giovani del Servizio civile di praticare con maggiore consapevolezza una cittadinanza attiva, rendendosi partecipi protagonisti anche della propria crescita formativa.
Pur nella consapevolezza dell’attuale situazione economica del Paese e del conseguente atteggiamento di rigore che deve presiedere ad ogni decisione di carattere finanziario, ritengo sia importante continuare a sostenere l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.
In un mondo in cui si restringono sempre più gli spazi della gratuità, credo che occorra continuare a offrire questo prezioso supporto alla formazione civica, culturale e professionale dei giovani, orientata a vivere la solidarietà e la coesione sociale.

Il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione

lunedì 5 marzo 2012

"Il Governo uccide il Terzo Settore"


L'"ECONOMIA CIVILE" SACRIFICATA SULL'ALTARE DELLO "STATO" E DEL "MERCATO"
"Pubblico" e "privato" sembrano essere gli unici interessi del Governo. Per il Prof. Zamagni sbagliata l'idea di far a meno dell'Agenzia per il Terzo settore. Da maggio le competenze al Ministero del Welfare



L'accusa di Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per il Terzo Settore: "Monti e i suoi ministri ritengono che per far ripartire l'Italia non serva l'imprenditoria civile".



“Questo Governo tende a pensare che l’Italia possa rimettersi in sesto solo se si punta sullo Stato e sul Mercato. Un mercato efficiente (con le liberalizzazioni e le privatizzazioni) e uno Stato non corrotto, che non spreca e via dicendo. Purtroppo questo è un errore di visione”. 
L’economista Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia del Terzo Settore, tra i collaboratori di Benedetto XVI nella stesura dell'enciclica sociale "Caritas in Veritate" (che allo Stato sociale e al non profit dedica grande spazio) è lucido nel suo atto d’accusa, ma non particolarmente preoccupato. Il ministero vuole incorporare l’Agenzia del Terzo Settore, un mondo attorno al quale ruotano sei milioni di italiani, tra volontari e lavoratori e che rappresenta il sei/sette per cento del Prodotto interno lordo. “Per ripartire il Paese ha bisogno non solo del pubblico e del privato ma anche del civile. Ma Monti e i suoi "tecnici" non lo vogliono, il civile. Lo si vede benissimo. Tutta una serie di provvedimenti presi dal Governo vanno in direzione opposta. Dall’abolizione del servizio civile al mancato rifinanziamento del cinque per mille, dall’abrogazione della norma che riguarda le associazioni del volontariato al non consentire alle imprese sociali di svolgere la propria funzione caricandoli di costi impropri, fino al mancato rifinanziamento del fondo per le organizzazioni non governative". 
Leggi l'intera intervista direttamente dalla Fonte
Fonte: FamigliaCristiana.it - Francesco Anfossi

lunedì 20 febbraio 2012

Firma anche Tu la petizione di Vita per un nuovo Servizio Civile


IDEE. Ceronetti: sogno un Servizio Civile per tutti i giovani

Il grande scrittore sul Corriere si schiera...
di Guido Ceronetti
(dal Corriere dela Sera, 18 febbraio)
(...) Usurpo lo spazio di una colonnina di giornale, avvertendo il lettore paziente che sono preparato ai suoi quasi certi malumori. Perché voglio accennare al mai disoccupato problema della disoccupazione giovanile, stufo di sentirne trattare con adulazione oscurante e retoricaccia di finta compassione, lontano da ogni buon senso. Perché questo ho veduto. La fine della dannatissima naja (il servizio militare costituzionalmente obbligatorio) ha nociuto ai giovani maschi italiani. L'esercito ridotto e a base volontaria era la soluzione più giusta e razionale: ma tra i diciotto e i venti anni per innumerevoli altri si è aperto uno sbadiglio di noia, frustrazione, poltroneria, caccia nevrotica del posto sfruttata per fini di potere da falsi amici avidi di consenso facile, di voto futuro. La mia proposta di utopistico bene sociale è di istituire un servizio civile ovviamente disarmato per tutti i giovani, uomini e donne di diciotto-diciannove e vent'anni, della durata di un anno e mezzo, fatto di servizi utili alla collettività, apprendimento di mestieri, studio, giochi, sport, teatro, pronto impiego nelle calamità. I figli degli immigrati con cittadinanza italiana ne farebbero parte alla pari e insieme con tutti gli altri. Dopo il servizio, si resterebbe disponibili per prestare soccorso almeno fino a trent' anni. L' espressione logorata fino alla nausea «mercato del lavoro» chi volesse ascoltarmi eviterebbe di usarla, perché è linguaggio di schiavitù e contrasta con ogni, anche umbratilmente superstite idea di felicità umana.
Non è per farli sgranocchiare da questa mercificazione totalitaria, non è per prepararli al posto ma per toglierne l'ossessione, che bisognerebbe istituire il servizio civile in vista dei giovani e di una loro difesa possibile. La corruzione del dato statistico non segnala, né mai lo potrebbe, il grado pauroso, sempre più pervasivo, di disoccupazione mentale giovanile. La discoteca lava midollarmente la mente, l'incessante esclusiva comunicazione di cellulare isola da ogni autentico affratellamento umano. Il semplificarsi del ragionamento, il disarmo della vigilanza razionale, il panico per concetti complicati, la perdita di ogni libertà di sognare, sono le porte dell' indifferenza a tutto, una specie di Alzheimer che incombe su giovani senza memoria viva. La regola benedettina - ora et labora - resta applicabilissima anche, e dovunque, oggi. Spinoza campava da ottico, e filosofava gratis. Essenziale è procurare un ombrello ai giovani contro la fretta di arraffare e l'avidità di guadagno, contro il porre gli occhi ipnotizzati su costosi oggetti in vetrina. (La strage parricida di Verona aveva per movente la fretta di possedere una vettura bramata). E molto bene gli farebbe un anno e mezzo di costrizione a una tregua, liberi dal bisogno ma non dall'operosità, educati a usare il machete nella giungla di corruzioni che li aspetta all'uscita. In questa mia mini-Città del Sole, l' eccessiva vicinanza Yin-Yang (lo scambio sessuale) non sarebbe da favorire né da mettere negli statuti. Sperimentato prematuramente, il sesso è distruttivo per la sensibilità femminile. A vent'anni le ragazzine ne sono disgustate come per uno stupro e non provano più nessun piacere. Una società che non sogna l'amore è marcata a fuoco da frigidità e impotenza, in mezzo a una pubblicità demoniaca di Eros bisessuale, di erotismo stimolato che agghiaccia e castra. A Saint-Germain-des-Prés, parecchi anni fa, ricordo una ragazza con gli occhiali e gli occhi chiari, che innalzava un cartello a una dimostrazione femminista. Diceva, in cubitali: Et le clitois alors? («E allora, questa clitoride?»). Mi avvicinai per spiegazioni. Era timidissima. Rispose divertita: «Beh, sai... Siamo libere, ma non sappiamo che farcene»! Tra 1913 e 1933, ebbe giorni di grande fioritura in Germania l'utopia realizzata di un diverso vivere (in rivolta contro quello di Berlin Alexanderplatz, 1929, e di Metropolis, 1926): il movimento giovanile dei Wandervogel («uccelli migratori»), per borghi di fiaba e foreste intatte. Ci volle il torvo sopravvento delle forze del male nel gennaio 1933 per fiaccare e stroncare vigliaccamente quel fragile sogno di una gioventù libera e pulita. Chi ha orecchie intenda.

giovedì 2 febbraio 2012

FAMIGLIA - Governo stanzia 25 milioni per le Regioni: priorità Nidi e Anziani


ROMA - ''In un momento di crisi, in cui le famiglie italiane rischiano l'impoverimento e le risorse sono limitate, è necessario scegliere con estrema attenzione le priorità di intervento: quest'anno le risorse del Fondo Nazionale della Famiglia destinate alle Regioni dovranno essere impiegate per gli asili nido e per l'assistenza domiciliare degli anziani''.
E' quanto ha dichiarato il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, che ha la delega per le Politiche Familiari, al termine della Conferenza Unificata, dove è stata siglata un'intesa tra Governo e Regioni.
''Abbiamo voluto in questo modo evitare - ha spiegato Riccardi - la dispersione delle risorse attraverso logiche di interventi a pioggia, individuando invece due priorità vincolanti: gli asili nido e l'assistenza domiciliare. Bambini, anziani e disabili sono infatti le categorie più esposte agli effetti della crisi economica''.
La decisione riguarda, tra l'altro, la ripartizione del Fondo per le Politiche della Famiglia per l'anno 2011, che destina 25 milioni statali, che si aggiungono alla spesa sociale regionale, a interventi di competenza regionale in favore della famiglia.
Il ministro ha proposto e così è stato deciso con le Regioni, i Comuni e le Province, che le risorse provenienti dal Fondo per le Politiche della Famiglia dovranno essere utilizzate per i servizi socio-educativi per la prima infanzia e per l'assistenza domiciliare, in coerenza con la strategia del governo Monti che punta a convogliare risorse su obiettivi precisi.
Le risorse destinate all'assistenza domiciliare dovranno comunque riguardare interventi riferibili alla componente sociale.

fonte: ANSA

domenica 29 gennaio 2012

Lavoratrici madri, Giunta Regionale Umbria approva protocollo di intesa


(agenzia umbria notizie) - perugia, 28 gen. 012 - La Direzione Salute e Coesione sociale della Regione Umbria e le Direzioni Territoriali del Lavoro di Perugia e Terni sigleranno un protocollo d'intesa per assicurare la costante e uniforme applicazione sul territorio regionale delle misure di tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici madri. L'atto, su proposta dell'assessore alla Salute Franco Tomassoni, è stato approvato dalla Giunta regionale.

"Con il protocollo d'intesa - ha spiegato - ci proponiamo di rendere omogeneo in tutta l'Umbria e più rapido il percorso di accertamento delle eventuali condizioni di rischio per le lavoratrici madri e dei provvedimenti di interdizione dal lavoro".

"Le articolate disposizioni normative a tutela e sostegno della maternità - ha ricordato - stabiliscono, infatti, che è vietato adibire le lavoratrici madri al trasporto e al sollevamento di pesi, ai lavori pericolosi, faticosi e insalubri per tutto il periodo della gestazione, estendendo il divieto in alcuni casi fino a sette mesi dopo il parto".

Qualora non sia possibile assegnare la lavoratrice ad un'altra mansione adeguata, "la Direzione territoriale del Lavoro - ha precisato l'assessore - concede l'autorizzazione all'anticipo e al prolungamento del periodo di astensione obbligatoria. Il Servizio Ispezione del lavoro della Direzione provinciale del Lavoro competente, inoltre, può disporre l'interdizione anticipata dal lavoro, eventualmente avvalendosi degli accertamenti medici effettuati dalle Aziende sanitarie locali, nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di condizioni di lavoro o ambientali a rischio per la salute della donna e del figlio".

Con il protocollo d'intesa "vengono individuate procedure uniformi e semplificate per il godimento dei diritti previsti dalla normativa - ha sottolineato Tomassoni - e si fissano le indicazioni di massima condivise rispetto al comparto di lavoro, i fattori di rischio e il periodo di astensione".

In base all'accordo, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali compete tra l'altro, attraverso le Direzioni territoriali del Lavoro, di vigilare sull'osservanza delle disposizioni in materia di tutela della maternità ed emanare i provvedimenti di interdizione dal lavoro. Alla Regione Umbria, attraverso le Aziende sanitarie locali, compete effettuare gli accertamenti medici a seguito della richiesta scritta della Direzione territoriale del lavoro o delle richieste presentate dalle lavoratrici per l'interdizione dal lavoro. Le Asl, inoltre, vigileranno sul rispetto della normativa effettuando sopralluoghi e verifiche ambientali per controllare le condizioni di rischio per le lavoratrici in gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto.